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LUIGI ROTUNDO nasce a Foggia nel 1961. Diplomato al Liceo scientifico E. Fermi nel 1980 si iscrive poi all’Università degli Studi di Padova presso la facoltà di Geologia.

Già negli anni del liceo Luigi si avvicina al mondo dell’arte, attraverso le lezioni nonché grazie alla partecipazione ad un concorso per giovani artisti nell’A. A. 1978.

Durante i primi anni egli sperimenta strumenti quali i pennarelli, le penne colorate, le tempere, il pongo e, in definitiva, tutti i mezzi che gli permettano di lavorare sulle capacità espressive del colore.

Egli è sempre stato un collezionista infaticabile di film, figurine, foto, viaggi, ma anche di quegli oggetti che spesso, nella società di consumo, vengono accantonati; verso la metà degli anni ’90 le ricerche di Rotundo si ampliano e nei suoi quadri si amalgamano, al colore e alla colla, gli oggetti delle sue collezioni.

Guardando le opere di Luigi Rotundo si riscoprono gli idoli della sua- e della nostra- infanzia, foto di famiglia tagliuzzate e riutilizzate, radiografie, DVD e diapositive; sono i ricordi di un passato, il suo ma anche il nostro, che è passato ma che, trasformandosi, ritorna e ci conquista facendoci ritornare con la mente alla nostra infanzia, quando anche noi collezionavamo figurine.

 

Nel passato ha partecipato alla prima selezione “Triveneta” organizzata dall’APAV nel 1986 e alla prima biennale dell’Acquarello nel 1987.

La sua prima personale, nel 2010, si è tenuta al Porto Astra.

Come è possibile osservare dal suo Quaderno di studi, che raccoglie i lavori preparatori degli anni dal 1980 al 1983, egli non si dedica ad un’arte figurativa ma piuttosto si dirige verso l’astrattismo in cui il materico e l’espressionistico sembrano essere gli aspetti più importanti. Parlando di se, Rotundo racconta che il primo vero incontro con l’arte avvenne alla Biennale del 1980, quella di Achille Bonito Oliva, che da il via al movimento Transavanguardista in Italia nonché al ritorno al supporto “quadro”.

Tra gli artisti esposti in quell’anno, uno in particolare cattura la sua attenzione, A. R. Penck, artista dal linguaggio infantile, quasi primitivo e dal cromatismo esasperato; sono questi i due aspetti che in Due Pazzi (1985) e La caccia (1984) si ritrovano.

Chi è Luigi Rotundo

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